Il mio lavoro clinico si fonda su un modello teorico – tecnico di riferimento, la gruppoanalisi, che considera la mente composta da relazioni sociali.
La relazione è centrale nella costruzione dell’identità dell’essere umano, sostanzialmente fatto di relazioni personali: storiche (generazioni passate), attuali ed anche progettuali. La genesi della sofferenza psichica e della psicopatologia è, dunque, da rintracciarsi nelle reti relazionali più vicine all’individuo, famiglia, gruppi di riferimento, ed anche al contesto più allargato della comunità di appartenenza.
Il lavoro psicoterapico e la cura si esplicano attraverso la costruzione di dispositivi (terapia individuale, di coppia o di gruppo terapeutico) che utilizzano la relazione come strumento di cambiamento con l’obiettivo di accogliere e prendersi cura della “persona”, alfine di restituirle una condizione di benessere soggettivo (la guarigione).
La guarigione è intesa non soltanto come scomparsa dei sintomi, ma anche come possibilità di riacquisire modalità relazionali maggiormente funzionali a consentire alla persona di vivere relazioni positive e soddisfacenti nel proprio contesto di appartenenza.